Lombrichelli cucinati da nonna Covvalessi

I lombrichelli al ragù mi ricordano sempre mia nonna ed è uno dei miei primi piatti preferiti.

Mia nonna era solita preparare i lombrichelli la domenica. In previsione di ogni pranzo domenicale, la mattina, di buon ora, si alzava e cominciava a prepararli. Non si regolava mai con le quantità, e puntualmente, tornavamo a casa con il sacchetto pieno, o di lombrichelli da scaldare e rimangiare la sera, o di lombrichelli ancora da cuocere.

Lombrichelli Covvalessi
Questi sono i lombrichelli che cucinava nonna Covvalessi

Il piatto appartiene alla tradizione culinaria povera in quanto viene fatto solo con farina e acqua e un pizzico di sale. Era il piatto tradizionale di chi lavorava tutto il giorno in campagna, era nutriente, si faceva con ingredienti che tutti avevano. Le mani della padrona di casa ancora stanche dal lavoro dei campi, impastavano questa pasta morbida e tuffare le mani in acqua e farina doveva essere proprio un bel sollievo dopo averle tenute tutto il giorno esposte a mille intemperie. Questa era anche la ricetta dell’iniziazione culinaria delle bambine; essendo semplice da fare le mamme la insegnavano alle figlie maggiori sia per introdurle nell’arte culinaria sia perché se rientravano troppo stanche avevano un aiuto valido nella preparazione del cibo, eh si perché quella volta si smetteva molto presto di giocare con la bambole per diventare, appena tornati da scuola, donnine di casa.

Ma ecco la ricetta, a cui sono molto affezionata, perché era di mia nonna e prima di lei di sua mamma e prima ancora di chissà quale mia antenata:

RICETTA LOMBRICHELLI DI MIA NONNA

300 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
acqua tiepida q.b.
un pizzico di sale

Si setacciano le due farine e le si dispongono a fontana su una spianatoia, si versa un po’ di acqua e si inizia a impastare, poi si aggiunge il sale e ancora acqua, poca alla volta, finché non si ottiene un impasto morbido ma non troppo; si forma una palla e la si lascia riposare sulla spianatoia per 30 minuti.

Trascorso questo tempo, dalla palla si allunga un po’ di pasta e la si fila, come si fa con il fuso, fino a formare uno spaghettone non troppo sottile e della lunghezza desiderata. Li si lasciano riposare per una decina di minuti sulla spianatoia e poi si cuociono in abbondante acqua salata e come vengono a galla sono cotti.
Il condimento tradizionale è abbastanza semplice, in genere era un classico ragù di carne mista perché chi aveva campagna molto spesso avevo anche gli animaletti da cui ricavare la carne, oppure una salsa di pomodoro semplicissima e profumata dalle verdure dell’orto che specialmente la stagione estiva regalava ai contadini. Il tutto si porta in tavola con un bel bicchiere di vino rosso, perché come mio nonno diceva, non c’è niente di meglio di un bel bicchiere di rosso per risollevarsi dalla stanchezza del giorno e riscaldarsi le ossa.
Ora cari amici, avete una nuova ricetta da proporre per il prossimo pranzo in famiglia.
Buon pomeriggio,
un abbraccio dal vostro amico
Amilcaremaria Covvalessi .
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4 thoughts on “Lombrichelli cucinati da nonna Covvalessi

  1. fabiana il said:

    Ciao Amilcaremaria,
    anche mia nonna cucinava sempre i lombrichelli. Grazie per avermi suggerito la ricetta segreta !

    • sentichetidico il said:

      Ciao Fabiana,
      mi son permesso di scrivere questa ricetta segreta, ma solo per pochi amici :-).

  2. Grazie della ricetta caro Amilcaremaria, li proverò a fare la sera della vigilia di Natale con il sugo di tonno. Che consiglio mi dai, possono andare bene?

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